BLOG RATZINGERIANO E DI DESTRA, CONTRO LA STUPIDITA' DELLA SINISTRA RADICAL-AMBIENTALISTA-CATTOCOMUNISTA.
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LA MIA PURGA
Devo dire che non ho problemi di quel genere, anzi, da quando è cambiato il leader, per usare un eufemismo, del PD, gli stimoli sono aumentati. Franceschini quando parla sembra uno seduto sul vater, denti stretti, voce che esce con toni tipici di uno che spinge. Sembro io quando mi passano il telefono quando sono seduto. Però riesco a contenermi, l'unico inconveniente è l'effetto eco della stanza. Franceschini no. Oggi una nuova trovata, sempre offensiva come gli permette la sua indole invidiosa, ovviamente contro il Premier. Vabbè andare al sud e dire che il governo ha depauperato il sud, ci vuole un bel coraggio! basta chiedere al bambino più scemo del mondo quali sono state le priorità del governo di destra che vi risponderà monnezza e ponte sullo stretto. Ma vabbè, poveretto, passi. Oggi la polemica riguarda le dichiarazioni di Veronica Lario sulle candidature alle Europee. Si trattava di voci e di provocazioni giornalistiche da gossip. Poi c'è da dire che di solito si dice che dietro un grande statista c'è sempre una grande donna. Berlusconi è diverso dagli altri anche in questo. C'è da dire che se l'è scelta lui, ok, c'è anche da dire che non me ne frega niente e che sono affari suoi. Franceschini Dario invece si è espresso così: "Cosa ne sa dell'Italia un miliardario che si sposta in aereo privato da una all'altra delle sue ville? Cosa sa della vera fatica che fanno le vere donne italiane per affermarsi nel mondo del lavoro?"
A me piacerebbe sapere cosa ne sa Franceschini delle donne, anzi, penso che la vera invidia non riguardi il denaro visto che Franceschini guadagna trenta volte quel che guadagna un operaio e, quando Dio vorrà avra una pensione altrettanto pingue, piuttosto l'invidia mi sa che sia relativa alle donne. Forse per salvare il PD basterebbe una colletta. Intanto sono comparsi i cartelloni elettorali del PD: Gruppetti di militanti (comparse) che spingono via la disoccupazione, che tirano verso sè i posti di lavoro, che spingono via Berlusconi, che spingono e che tirano, che tirano e che spingono. Spingere, spingere, vuoi vedere che un bel giorno gli passerà?
Questa è la realtà di una leadership che fa...
venerdì 24 aprile 2009
Puntuali come ogni anno tornano le polemiche sulla festa più contestata dell’Italia repubblicana. L’episodio della liberazione delle città di Milano e Torino svanisce sempre più lontano nel tempo; mentre ben presenti e frastornanti rimangono i battibecchi sulle scelte dei politici a riguardo delle adesioni alle manifestazioni, sui fischi e tafferugli ai cortei, insomma su tutto ciò che fa da contorno alla vera e propria commemorazione della realtà storica.
Giampaolo Pansa al problema delle vera memoria storica, contro le violente ed egemoniche riduzioni ideologiche, ha dedicato la più parte della sua attività di scrittore. Dunque la sua voce è quanto mai autorevole sul tema. E proprio qualche giorno fa sul Riformista è entrato nel vivo del dibattito, dando l’umile consiglio a Berlusconi di evitare la vetrina milanese, teatro negli ultimi anni di vicende a dir poco incresciose.
Pansa, intorno a questa festa tutti gli anni si fa un gran parlare sui giornali: ma alla gente interessa ancora festeggiare il 25 aprile?
No, è una festa che non viene più sentita dalla gente, per il semplice motivo che ormai da anni è diventata, di fatto, una festa di partito. Questo è avvenuto un po’ per l’assenza dell’opinione pubblica di centrodestra; ma soprattutto ciò si è verificato a causa della cavalcata arrogante di tutte le sinistre. Ricordo invece che c’è stato un tempo in cui la cosa era vissuta in modo diverso. Nel 1945 io avevo dieci anni, e abitavo in una piccola città del Piemonte, Casalmonferrato: lì, allora, negli anni successivi si assisteva a una festa di tutti. Poi è cambiata radicalmente.
Che cosa in particolare è cambiato?
È diventata – soprattutto la manifestazione più in vetrina di tutte, cioè quella di Milano – un’adunata di tutte le sinistre che io chiamo “regressiste”, quelle più scaldate, che coprono di insulti chiunque parli dal palco e non appartenga al loro clan. Questo è accaduto a Pezzotta qualche anno fa; e soprattutto è successo a Letizia Moratti, colpevole di essere stata ministro con Berlusconi, che fu letteralmente cacciata dal corteo, nonostante si trovasse lì con suo padre Paolo Brichetto, un bravo partigiano della Brigata Franchi di Edgardo Sogno, poi finito a Dachau. Di fronte a questi episodi risulta evidente che sia diventata una festa senza senso. Ecco perché l’opinione pubblica diserta questi appuntamenti: non la sente come festa nazionale, perché connotata da un antifascismo autoritario, che esclude, anziché includere.
Lei ha scritto molti libri su queste vicende, e andando in giro per l’Italia a presentarli ha incontrato tanta gente che ha vissuto sulla propria pelle certe esperienze. Che tipo di umanità emerge in questi incontri?
Sì, in effetti incontro tantissima gente, ancora oggi. Già quando è uscito nel 2002 “I figli dell’aquila”, la storia di un ragazzo che aveva combattuto con la Repubblica sociale, avevo cominciato a ricevere molte lettere, di gente che sostanzialmente diceva: «meno male che c’è qualcuno che racconta l’altra parte della storia». Ma quello che più mi ha colpito – lo ricordo anche nel libro che uscirà a fine maggio per Rizzoli, dal titolo “Il revisionista” – è che con l’uscita del “Sangue dei vinti”, a ottobre 2003, ricevetti già prima di Natale più di duemila lettere, ancora dello stesso tono.
Non è dunque una parte marginale dell’Italia quella che aveva bisogno che qualcuno raccontasse l’altra parte della storia.
C’è stata – e c’è ancora oggi – un’Italia divisa, cui ci riferiamo quando parliamo di guerra civile. In mezzo c’era quella che Renzo De Felice chiamava la “zona grigia”, di cui per altro faceva parte anche la mia famiglia, fatta di gente che aspettava che finisse la guerra, sia quella dei bombardamenti che quella dei rastrellamenti. Ma c’era anche l’Italia che aveva combattuto con la Repubblica di Mussolini, e che è stata messa a tacere. Io non faccio altro che incontrare tutti i giorni, per strada, al bar, in treno, al ristorante, gente che mi ferma e mi ringrazia per aver dato voce a un’Italia che è stata costretta a stare zitta per sessant’anni.
Verrebbe da dire che sono più gli esclusi che hanno voglia di fare una festa…
In effetti questa Italia sarebbe disposta sì a fare una festa, che fosse una festa vera. Sarebbe cioè disposta a celebrare il 25 aprile come la data che segna la fine della guerra per tutti, anche per chi ha perso. Ma quando poi vede che è diventata la festa dei vincitori, e soprattutto di quelli più autoritari, allora conclude che è meglio stare a casa.
Ma è una cosa che riguarda solo le generazioni passate, o vede questo stesso sentimento anche nelle generazioni successive a quelle della guerra?
Be’, visto che gli anni passano, mi capita di incontrare qualcuno molto anziano, che è stato nella Repubblica sociale; ma nella maggior parte dei casi incontro i loro figli e nipoti, e nella loro memoria la guerra civile è ancora presente. Il silenzio imposto, obbligato, visto come una costrizione ingiusta, crea una rabbia che poi si estende a giri famigliari sempre più vasti. Magari anche gente che vota a sinistra, ma che non digerisce questa Italia dalla lingua tagliata, e che si ribella, seppur pacificamente, a che ci sia una parte della vicenda della nostra storia che debba essere cancellata.
Quando ha iniziato a scrivere su questi argomenti prevedeva che avrebbero riscosso tanto successo, e che avrebbero generato anche tante polemiche?
Io ho iniziato a scriverli quasi senza rendermi conto di quello che facevo; poi è andata crescendo la sensazione di aver preso una strada molto importante. Una strada che racconto in questo ultimo libro, “Il revisionista”: mi era stato chiesto di raccontare il mio percorso autobiografico, ma m’è sembrata una richiesta eccessiva. Non sono un personaggio così importante, e quindi, come si dice dalle mie parti, mi sono tenuto basso. Ho voluto raccontare come sono arrivato a scrivere questi libri, per dare voce a un’Italia costretta al silenzio, che in questo mi ha seguito. Pensare di essere i soli a rappresentare l’Italia, come fa la sinistra “regressista”, è una vera stupidaggine, perché poi la gente non ti crede, e non ti segue. Anche se poi Piazza del Duomo viene riempita, non cambia nulla: non è comunque una festa sentita.
Cosa ne pensa infine della scelta di Berlusconi di partecipare alle manifestazioni ma di non andare a Milano?
Ne ho parlato nel pezzo uscito sul Riformista martedì: un articolo tutto sommato banale, in cui non ho fatto altro che dire al presidente del Consiglio: prima di decidere di andare a Milano, bisogna che qualcuno le ricordi quello che è successo negli ultimi anni. E non ho nemmeno ricordato tutto: solo dopo aver mandato il pezzo infatti mi sono ricordato che c’erano state anche le nuove brigate rosse, che avevano sfilato con giganteschi cartelloni riportanti i nomi dei loro compagni in cella. E nessuno li ha cacciati dal corteo. Ora giustamente Berlusconi non andrà a Milano, ma andrà a Onna, paese distrutto dal terremoto, che fu anche teatro di una strage operata dai tedeschi in ritirata. Ha fatto bene a prendere questa decisione, e a non dare ascolto all’invito scioccamente arrogante di Franceschini. È stato questo il motivo per cui ho deciso di scrivere l’articolo: m’ha dato fastidio quell’arroganza nel dire: “vieni a Milano, che ti copro io”. Detto poi da uno che non è nemmeno in grado di coprire se stesso.
(Rossano Salini - ilsussidiario.net)
MOURINHO
Finalmente un'analisi seria dei cori a Balotelli!
L'allenatore dell'Inter è l'unico che ha avuto il coraggio di dare una versione contro corrente riguardo ai fatti di domenica. E non ci voleva molto! ho frequentato il "Rigamonti" per più di vent'anni e ne ho sentite e viste di tutti i colori, dai cori contro le squadre rivali, specialmente quelli contro gli "odiati" bergamaschi, agli sfottò contro singoli. Quando non c'erano giocatori di origine africana si insultavano altri, nè più nè meno di quanto non accada oggi. Poi è ovvio che se uno è diverso per una caratteristica fisica o etnica se si vuole prenderlo in giro non si può che infierire su quel particolare. E' ovvio che se uno è negro e vuoi sfotterlo è molto facile puntare sul colore della pelle. Io mi farei colorare di verde e mi farei insultare volentieri se mi offrissero di fare il centravanti dell'Inter e oltretutto mi dessero anche qualche milione di euro. Non c'entra niente il razzismo, fermo restando che il genere umano è uno, che la Bibbia e la biologia ci dicono che deriviamo sicuramente da un'unica coppia, tanto più che ormai ci sono talmente tanti stranieri che è probabile la presenza contemporanea di più africani d'origine anche in squadre che si stanno affrontando. Si potrebbe parlare di razzismo se si fischiassero tutti, anche quelli della propria squadra. Invece ovviamente no. Il caso Balotelli poi è particolare essendo un grande talento ma anche un grande indisciplinato, uno che all'opinione pubblica del mondo del calcio non è simpatico. Oltretutto è cresciuto qui e parla bresciano!
Ma la demagogia e il minimalismo dominante non può che far diventare notizie delle sciocchezze marginali rispetto a un avvenimento sportivo. E poi adesso va di moda attaccare la Iuventus; prima tutti iuventini, adesso tutti anti iuventini.. anche il calcio rispecchia vizi e difetti di un popolo che vide il salto della quaglia di molti fascisti che in cinque minuti diventarono comunisti, molti dei quali non hanno ancora il coraggio di ritirarsi malgrado il fallimento perpetuo... ma questo è un altro discorso.
C'è poi l'effetto pecoronaggine. Se in un gruppo di mille persone inizia un coro contro l'avversario siamo sicuri al 100% che tutti e mille si trovano in pochi attimi a intonare lo stesso coro. E qui ricordo mille episodi vissuti allo stadio. Andavo sempre in tribuna ma non è che lì ci fosse silenzio, e se partivano canzoncine un po' crude e crudeli nessuno si scandalizzava. Qualcuno cantava e qualcuno sorrideva. Allo stadio si può gridare ciò che si vuole, al massimo si può parlare di maleducazione, di ignoranza ma chi si indigna per i cori a Balotelli non ha capito niente. Qualche mese fa seguivo una partita della Roma su Sky e ho sentito gli stessi identici cori. I cronisti manco se ne sono accorti. Ovviamente fosse stata la Lazio le cose sarebbero cambiate e ovviamente perchè i tifosi della Lazio sono considerati di destra... c'è anche questo da dire. Sospendete pure le partite e il campionato ma non crediate che questo moralismo becero faccia bene al calcio.
Bravo Mourinho, l'unico che se ne sbatte e dice quel che pensa, e al giorno d'oggi non è poco!
FESTA COMUNE
19 aprile 2005: Sono già passati 4 anni, Benedetto Decimo Sesto festeggia oggi i 4 anni di pontificato, proprio nel giorno in cui si festeggia la Divina Misericordia, festa istituita da Giovanni Paolo II su richiesta di Gesù a suor Faustina Kowalska. Che caso, proprio Giovanni Paolo II morì la sera dell'inizio della festa della Divina Misericordia. Aveva tutto sommato una probabilità su 365 di morire proprio in quel giorno. L'altro giorno guardavo di sfuggita una di quelle deliranti trasmissioni sui numeri del lotto. Dei ciarlatani fan credere che i loro sistemi si basino su elementi matematici e che ci siano delle leggi probabilistiche che fanno uscire coppie di numeri su ruote diverse o roba del genere...
La SCIENZA dice che ogni volta che esce un numero aveva una probabilità su 90, il secondo una su 89, ecc, e che qualsiasi cinquina ha le stesse probabilità di uscire di un'altra. Tutto il resto è menzogna per allocchi. Poi ci sono dei casi incredibili di sogni morti e numeri... ma non c'entra.
Questo per dire che se qualcuno si volesse avvicinare a Cristo anche soltanto scrutando nei Segni, potrebbe trovare una risposta. Oggi invece milioni di persone che magari si dicono figli della scienza e festeggiano i 100 anni della Levi Montalcini senza chiedersi "ma parlano sempre si questa qui, ma che cazzo ha scoperto?", poi fan ricorso a maghi e cartomanti. Cristo è gratis e se cerchiamo risposte nei numeri della storia del Cristianesimo ci accorgiamo che sono gratis e che si vince sempre.
LIBERO.IT
MOLLATE la vostra posta elettronica su questo vergognoso server!!!
Se volete commentare una qualsiasi notizia, sempre di livello rasoterra, non vi lasciano, a meno che non vi aggreghiate al coro del gregge. I loro obiettivi sono sempre gli stessi: La Chiesa Cattolica, qualsiasi destra politica, qualsiasi scienziato, attore, scrittore vagamente contro corrente. A volte se leggete certi articoli vi sembra di avere a che fare con bambini capricciosi dell'asilo perchè anche per diffondere menzogne bisogna essere abili e intelligenti. Vedi Augias, Odifreddi, Costanzo, Scalfari, Santoro, Fazio (solo per l'abilità!). Oggi leggo la notizia che Mel Gibson ha piantato la moglie. LUI, quello del film sulla Passione di Cristo, quello che si è convertito e che ha fatto convertire attori che giravano con lui (tranne la Celentano... ma quella interpretava satana...) eccolo, caduto come un pesce allocco nella rete dell'infedeltà. Eccoli quelli che predicano bene ma poi!
E invece no. E' stata la moglie e già si parla di centinaia di milioni di dollari e di battaglie legali.
A parte che anche Mel Gibson è un uomo e può sbagliare come tutti. A parte che sono affari suoi e che soltanto il Cristianesimo spiega cos'è il peccato e dà delle risposte conoscendone le origini, ecco l'ennesima dimostrazione di giornalismo fatto coi piedi.
Disdiciamo la nostra posta elettronica con questi mentitori. Facciamogli vedere che senza di noi rimarranno quattro fessacchiotti che se la cantano.
Terremoti
5,4 5,8. Ho verificato la magnitudo del terremoto di Salò del 24 novembre 2004. La differenza con quella più forte registrata a L'Aquila è di appena 0,4 gradi Richter. Poi ci saranno altre differenze che ovviamente non conosco, non essendo un tecnico, però ricordo bene la violenza di quel terremoto qui, a una quarantina di km in linea d'aria, forse meno. E in quell'occasione sono rimaste danneggiate alcune chiese, seppur lievemente, S.Alessandro a Brescia e altre più distanti. Qualche crollo di cornicioni in zona lago di Garda, alcuni crolli senza feriti in Val Vestino, mi sembra, e nulla più. Questo per fare un confronto con le abitazioni del centro sud Italia che, probabilmante, a prescindere dalle responsabilità soggettive sono state costruite con criteri diversi. Ricordo, non più tardi di tre anni fa, una tavola rotonda sull'ambiente trasmessa alla radio. Ricordo le considerazioni sui terremoti passati. Si diceva che se il Friuli fosse colpito da un sisma uguale a quello di trent'anni fa, oggi non farebbe probabilmente alcuna vittima. Se in Irpinia accadesse un fenomeno simile a quello che la distrusse negli anni '80, i danni sarebbero più o meno simili ad allora. Questa denuncia vorrà dire qualcosa. 6,4 Richter fu, per la cronaca, la magnitudo del terremoto del Friuli, 6,9 quella dell'Irpinia.
AUGURI!!!
AL MAGGIOR INTELLETTUALE VIVENTE, PAPA BENEDETTO XVI, PER I SUOI 82 ANNI.
SCIACALLI
(falliti!)
Mentre in abruzzo si inizia a rivivere, la discussione politica riguarda atti di sciacallaggio dei soliti imperterriti vuoti in zucca. A proposito di sciacallaggio, avevamo appreso dell'arresto di alcuni zingari che si erano introdotti in abitazioni pericolanti per rubare. Io non ho più sentito nulla ma mi hanno detto che non c'è stata nessuna condanna per mancanza di denuncia e perchè siamo nel paese dei balocchi. Ma a proposito di sciacallaggio ecco le solite iene. In pool position la Iena Lugens Franceschini Dario: La demagogia sul referendum gli ha fatto dire che se si tenesse insieme alle amministrative si risparmierebbero milioni di euro che potrebbero essere destinati all'abruzzo. Ti piacerebbe che si raggiungesse il quorum e che si creassero crepe nella maggioranza... ma così non sarà. Non parliamo dei commenti sul CDM a L'Aquila, sulla presenza del Premier tra i terremotati ecc. Sciacallo n.2 Antonio Di Pietro che parla di furto penale e politico... Poveraccio. Poveri noi se questo qui è stato il becchino della prima repubblica significa che uno appena appena più intelligente avrebbe fatto un colpo di stato. Tutto sommato ci è andata bene! Sciacallo n.3 Santoro Michele e la sua truppa. Apriti o cielo! questo misero uomo, nel senso che la sua trasmissione è l'inno alla miseria, ha voluto inveire contro tutto e tutti, una volta che l'Italia ha dato prova di grande efficienza, insultando l'abruzzo, insultando la ragione... e non accettano che il comitato di vigilanza, seppur svegliatosi tardi, probabilmente per l'età di chi lo presiede, abbia preso provvedimanti, tutto sommato all'acqua di rose, perchè quella trasmissione andava censurata. Siamo nel paese di Totò: Renato Farina processato e sospeso dall'ordine dei giornalisti per aver collaborato coi servizi segreti per il bene del Paese. Michele Santoro difeso dallo stesso ordine...
Della sospensione di Vauro non frega nulla a nessuno... Ma come avrà fatto quello a farsi definire vignettista??? MAH! avrà mai sorriso in vita sua?
Ecco, questa è grossomodo l'Italia odierna, non quella di Cotugno degli "spaghetti al dente" ma quella del bollito misto con Beppe Grillo come astro nascente... e allora come dice l'inno n.2 di Forza Italia... meno male che Silvio c'è!
COI FRATELLI ABRUZZESI
In attesa della Pasqua.
Avete dato una enorme lezione di dignità e compostezza al mondo intero!
FRANCESCHINI IN ABRUZZO
Ha sottolineato di essere partito all'alba senza avvisare il partito, senza avvisare la stampa, per parlare con la gente, senza intralciare i lavori e senza farsi pubblicità. Perchè sottolineare queste cose dopo non è pubblicità? Come dire, altri sono venuti qui per farsi vedere... ma se fossero stati a casa non avreste detto che lo stato era assente? e non è più demagogico affermare di aver messo a disposizione uomini del partito per prestare soccorso ai terremotati? Come se in Friuli oltre a Zamberletti fossero comparsi volontari dell'opposizione... ma che senso ha! allora avrebbero riso tutti! Andate, se volete andare, è un'iniziativa lodevole, ma senza bandiere, sennò è pura propaganda, la vostra, mica quella del premier che va là tre volte in tre giorni. Lui è legittimato a farlo come capo del governo a nome di tutti gli italiani. Fosse successo un anno fa sarebbe andato Prodi, ovvio!
Con Franceschini non c'è disgrazia che tenga. La finezza, come il coraggio, se uno non ce l'ha non se la può dare.
Semplicemente Franceschini non ha avvertito nessuno perchè è leader di un partito e non rappresenta le istituzioni.
Gioacchino Giuliani
E se domani lo ricorderemo come un genio incompreso? Già, perchè se il metodo usato da questo studioso di terremoti dovesse essere sperimentato e diventare metodo scientifico, allora potremmo ricordare il sisma abruzzese come quello della svolta in materia di previsioni. Le reazioni contro Giuliani sono tutte negative però tutto ciò è normale, potrebbe trattarsi di frustrazione. Boschi o chi per esso studiano da una vita i terremoti, arriva Gioacchino con la bacchetta magica e li fa un po' incazzare. E se avesse ragione? Secondo me, avendolo visto in tv, Giuliani ha l'atteggiamento di colui che è sicuro di dire il vero ed è altrettanto sicuro di essere considerato pazzo. Secondo me è credibile. E secondo me verrà invitato in California o in Giappone per esser messo alla prova. E secondo me là gli faranno un monumento.
DALLA TERRA GIA' CARA A GIOVANNI PAOLO II PER LE SUE MONTAGNE
TELEGRAMMA DEL SANTO PADRE
ECC.MO MONSIGNOR GIUSEPPE MOLINARI
ARCIVESCOVO DE L’AQUILA
DRAMMATICA NOTIZIA VIOLENTO TERREMOTO CHE HA SCOSSO TERRITORIO CODESTA ARCIDIOCESI HA RIEMPITO DI COSTERNAZIONE ANIMO SOMMO PONTEFICE IL QUALE INCARICA VOSTRA ECCELLENZA TRASMETTERE ESPRESSIONE SUA VIVA PARTECIPAZIONE AT DOLORE CARE POPOLAZIONI COLPITE DA TRAGICO EVENTO (.) NELL’ASSICURARE FERVIDE PREGHIERE PER VITTIME IN PARTICOLARE PER BAMBINI SUA SANTITA’ INVOCA DAL SIGNORE CONFORTO PER LORO FAMILIARI ET MENTRE RIVOLGE AFFETTUOSA PAROLA DI INCORAGGIAMENTO AT SUPERSTITI ET QUANTI IN VARIO MODO SI PRODIGANO NELLE OPERAZIONI DI SOCCORSO INVIA A TUTTI SPECIALE BENEDIZIONE APOSTOLICA
CARDINALE TARCISIO BERTONE SEGRETARIO DI STATO DI SUA SANTITA’
Siamo tutti vicini alla gente d'Abruzzo colpita dal terremoto.
GIGANTI e nani
"Non abbiate paura, gli stati ci sono e faranno la loro parte. ..."
Silvio Berlusconi al G20
"Andrò alla manifestazione della CGIL..."
Dario Franceschini ai giornalisti.
AUGIAS
nessuno lo querela?
Ancora una volta mi è capitato di guardarmi, durante il pranzo, la pessima trasmissione sovietica di Corrado Augias. L'anziano imbonitore dalla voce calma e suadente, per gli sprovveduti, ovviamente, ha il chiodo fisso della mistificazione della realtà. Già ho raccontato un paio di episodi. Ieri ha ancora una volta inveito contro la Chiesa Cattolica. L'occasione si è presentata durante l'intervista a due giornalisti che sponsorizzavano un libro delle edizioni Paoline, "La tradizione tradita", Rodolfo Lorenzoni e Aldo Maria Valli. A un certo punto il conduttore si è infuriato contro il vescovo brasiliano che ha scomunicato il medico che ha fatto abortire la bambina di nove anni qualche tempo fa. Ovviamente Augias ha sostenuto che la scomunica è stata conferita da quel vescovo, pur sapendo, credo, che in questi casi scatta automaticamente e che non è uno sfizio di qualche cardinale o di qualche vescovo ma una decisione coerente con la dottrina cattolica. Questo vale anche per i medici in generale che fanno abortire, anche se lo prevede la legge del loro paese. Mettiamo pure che quel vescovo abbia sbagliato, e così non è (tra l'altro si sono scandalizzati Lula e il suo ministro. Lula ha accusato il vescovo di essere conservatore, e che lui da Cattolico non condivide questa posizione... solita storia). Quale è stata la reazione, ovviamente applaudita, dell'anziano Augias? Dopo aver alzato la voce indignato ha detto "uso le parole di Gioacchino Belli, il Papa in questo caso doveva alzare le chiappe dal sedione, andare da quel vescovo e dargli una randellata in testa". Oddio, in questo caso non ci sono gli estremi della querela, anche se Augias ha poi detto di non aver dissacrato nulla, "ho usato le parole del grande Gioacchino Belli", ha detto per pararsi, però sarebbe opportuno se nel mondo cattolico si creasse una associazione di avvocati volontari da sguinzagliare contro chi approfitta del fatto che quando si offende il Papa e la Chiesa non rischia praticamente nulla.
RAI 3 è il covo della massoneria, non ci sono dubbi, e la scelta degli ospiti di Fazio, Augias e compagnia, è eseguita con precisione chirurgica. E se l'ospite non è in linea allora si cerca di condizionare gli interventi con interruzioni e divagazioni che poi conducono il presentatore alla sentenza avallata dal pubblico presente in sala.
valpalot in RISPOSTA A VITTORIOs...
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BBSlow in CROCIFISSOStrasburgo...
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