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BLOG RATZINGERIANO E DI DESTRA, CONTRO LA STUPIDITA' DELLA SINISTRA RADICAL-AMBIENTALISTA-CATTOCOMUNISTA.

VICINI A DON MARCO BARESI, VITTIMA DELLA PERVERSIONE SATANICA DI COLORO CHE VEDONO VIOLENZA SOLO DOVE NON C'E'.

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giovedì, 30 luglio 2009

PILLOLA

Piemonte, emilia, toscana, puglia, liguria. Il TG2 fa l'appello delle regioni che hanno aggirato il divieto di utilizzo della pillola del giorno dopo, la RU486. Ovviamente non vengono citati gli effetti collaterali, i rischi d'emorragia, i casi di morte negli USA, le conseguenze psicologiche per la madre ecc. Di fatto ecco un esempio di quel che si diceva nei giorni scorsi. E' meglio un Presidente di regione che va a puttane ma vieta queste cose o un santo e immacolato politico che in nome della libertà e della democrazia ne legalizza l'uso?

Questo non capiscono i Cattolici di sinistra. E se hanno per modello Carlo Maria Martini... ci sarà un motivo!

Postato da: valpalot a 20:59 | link | commenti (4) |

martedì, 28 luglio 2009

RIGNANO

Assoluta solidarietà ai 5 rinviati a giudizio per l'assurda storia di Rignano Flaminio. La lobby dei pervertiti che campa sulle presunte disgrazie altrui ha rialzato la testa ma la sentenza non potrà che essere di assoluzione come tutte le altre nei casi analoghi, vedi Brescia, che NON hanno visto per adesso condanna alcuna nei confronti di chi ha rovinato la vita a imputati innocenti e ha costretto dei poveri bambini a descrivere fatti non accaduti solo per spillare qualche milioncino...

Ancora piena solidarietà a Don Marco Baresi abbandonato dalla curia e dalla politica locale.

Postato da: valpalot a 21:03 | link | commenti |

QUELLI DEL PD

Marino non la dice giusta

L'Università di Pittsburgh conferma Il Foglio. Via per le note spese
Primo piano di Franco Bechis
Tratto da Italia Oggi il 28 luglio 2009

Ignazio Marino non disse la verità nel 2002 sul suo divorzio dall'Ismett di Palermo e casca nello stesso vizio di allora anche oggi, a sette anni di distanza. L'Università di Pittsburgh, suo datore di lavoro dell'epoca, in una lettera inviata al Foglio e pubblicata sul numero di oggi, conferma l'autenticità del documento rivelato dal quotidiano diretto da Giuliano Ferrara e pubblicato anche su ItaliaOggi sabato scorso: il professore esperto in trapianti che oggi tenta la scalata al Pd sventolando la bandiera della questione morale, fu allontanato da quel centro di eccellenza proprio per irregolarità amministrative da lui compiute: note spese duplicate e indebitamente a lui rimborsate per almeno 8 mila dollari... Anche dall'ex presidente della Regione Sicilia, Totò Cuffaro, arriva una versione assai diversa e anche un po' stupita della ricostruzione fatta sul divorzio dell'epoca. Non riponendo nemmeno davanti al documento di Pittsburgh la bandiera della questione morale, il professore-senatore-aspirante segretario del Pd ha di fatti sostenuto di avere maturato la decisione di lasciare Palermo perché ci sarebbero stati appalti poco chiari che coinvolgevano l'Ismett e interferenze nella gestione. Cuffaro gli ricorda di averlo all'epoca difeso e di avere provato la mediazione con gli americani e che in ogni caso gli appalti dell'Ismett se li faceva l'Ismett stesso (di cui Marino fu amministratore delegato). Potrebbe essere questione di punti di vista. Non lo è invece il documento ufficiale (e non ufficioso, come il professore ha sostenuto) di Pittsburgh che motivò il suo brusco allontanamento proprio per una questione morale (che il datore di lavoro- lo stesso che oggi conferma- sventolò con evidenza proprio nei confronti di Marino). Per difendersi, senza dire nemmeno una parola sulla duplicazione a propria firma delle note spesa, il candidato alla segreteria del Pd ha sostenuto che queste sono procedure normali quando si litiga, che la lettera di allontanamento e di contestazione era solo una bozza ufficiosa, che poi quella ufficiale degli avvocati (da lui prodotta) l'ha sostituita e ha messo tutto a posto. E' un falso. La lettera degli avvocati sventolata da Marino porta in intestazione la data del 6 settembre 2009 e l'orario 6:56 p. m. Quella di contestazione con tutti i gravi addebiti è stata controfirmata in ogni foglio e in calce da Marino alle 00:16 del 7 settembre 2002, quindi successivamente. L'uomo che vuole moralizzare il Partito democratico non dice dunque la verità.      Franco Bechis.

Il partito degli ONESTI...

Postato da: valpalot a 20:53 | link | commenti |

martedì, 21 luglio 2009

Il FINTO PRETE DON FARINELLA

e i suoi amici.

CONTINUANO...

L'aula del Senato boccia la richiesta di Zanda (Pd) di modificare il calendario, discutendo e votando le 2 mozioni su G8 e sullo stile di vita del premier Basta con "le menzogne" di Berlusconi, dice Zanda, che mettono "a repentaglio la sicurezza nazionale" e che hanno avuto "una eco mondiale". Gasparri (PdL) ritiene "vergognoso" il discorso di Zanda e lo invita ad "andare a casa". Bricolo (Lega) parla di "inganno" dell'opposizione perché, invece di mozioni sul G8, "scopriamo che vertono sulla vita privata del premier".

A differenza dei giornali che non hanno nulla da scrivere in estate, il PD non ha nulla da dire tutto l'anno. L'unico argomento che li tiene vivi, si fa per dire, è l'odio assoluto del nemico. Ma non c'è da stupirsi, l'ultima figuraccia col giullare Grillo Giuseppe è la dimostrazione che sono alla frutta, loro, Grillo e compagnia cantante. Di questa compagnia fa parte anche un sacerdote genovese, tale don Farinella. Solo oggi ho letto alcune sue lettere in rete. Ne parlo perchè è la dimostrazione assoluta di quel che vado scrivendo e dicendo da secoli ed è l'oggetto di discussione n.1 coi cattolici del PD. I temi degli interventi di questo finto prete sono sempre gli stessi, quelli che vanno a braccetto, quelli molto cari ai figli di satana, a Repubblica, all'Espresso, ai servi della sinistra Fazio, Augias ecc.

Ecco l'attacco al Cardinale Bagnasco e alla gerarchia ecclesiastica: - A Genova si dice che lei è poco presente alla vita della diocesi e probabilmente a Roma diranno lo stesso in senso inverso. E' il destino dei commessi viaggiatori e dei cardinali a percentuale. - E già qui Farinella si presenta. Che poi si era già presentato perchè questa non è l'ultima di una serie di lettere deliranti sintomo della malattia dello squallore "democratico".

 Ecco altri pezzi: "Il popolo credente e diversamente credente si divide in due categorie: i disorientati e i rassegnati. I primi non capiscono perché non avete lesinato bacchettate all'integerrimo e cattolico praticante, Prof. Romano Prodi, mentre assolvete ogni immoralità di Berlusconi."

"Fino a questo punto siete stati contaminati dall'eresia della Lega e del berlusconismo? Perché non dite che i cattolici che lo sostengono in qualsiasi modo, sono corresponsabili e complici dei suoi delitti che anche l'etica naturale condanna? Come sono lontani i tempi di Sant'Ambrogio che nel 390 impedì a Teodosio di entrare nel duomo di Milano perché "anche l'imperatore é nella Chiesa, non al disopra della Chiesa". Voi onorate un vitello d'oro. "

E via di questo passo. A parte che questo finto don dovrebbe studiarsi un po' Teodosio e ricordare lui e Costrantino che hanno chiuso la triste storia del martirio cristiano ad opera dei precedenti imperatori romani...

Ma a costui non può fregargliene di meno dei martiri cristiani che erano tali perchè andavano contro il "mondo", tradotto in soldoni non avrebbero mai letto l'ex fascista scalfari.

Poteva citare S. Ireneo magari, che vissuto prima di Teodosio subì il martirio come tanti cristiani diversi dai don progressisti venduti. Ireneo diceva che non si può avere Dio per Padre se non si ha la Chiesa per Madre. Ma questi hanno in testa solo Berlusconi... e non amano la Chiesa che dicono di servire.

L'unico motivo per cui attaccano così veementemente un avversario politico non può non essere che la scusa per approfittarne e attaccare le gerarchie cattoliche. E' lo STESSO mestiere degli Scalfari, Fazio, Augias... per citare sempre gli stessi perchè sono la punta dell'iceberg sul quale continuano a cozzare migliaia di Cattolici spaesati.

La differenza tra loro e i don Farinella è che mentre per chi è in crisi ci sono mille attenuanti, i don Farinella la pagheranno molto cara. Non mi permetto di ricordare loro che l'inferno esiste perchè sicuramente è gente che lo nega a priori (tranne per Berlusconi ovviamente!) e poi se hanno avuto il coraggio della vocazione sicuramente in punto di morte si confesseranno e capiranno, la pagheranno perchè da come scrivono l'inferno lo stanno già vivendo sulla terra. Si ricordino che il peccato che viola il primo comandamento è MOLTO più grave di quello che riguarda il sesto...

AGGIUNGO questo link

http://movimentogospa.blogspot.com/2008/04/don-giorgio-capitani-leggete-e-lasciate.html

Leggete!

martedì 22 aprile 2008

Don Giorgio De Capitani:  ambrosiano indirizzata a S. Em.  Tettamanzi.
 

Siccome esistono siti di preghiera (anche di Medjugorje!!!) che nei link e a volte nei link dei link riportano questo sito internet, invitiamo tutti al MASSIMO CONTROLLO e a usare GRANDISSIMA PRUDENZA!

Ecco il testo di Don Giorgio:
"Sì, Eminenza, sciogliamo le parrocchie nelle loro istituzioni, nei movimenti, nei loro organismi…
Non ha più senso tenere in piedi strutture che sono fallimentari dal punto di vista del Vangelo,a meno che non si voglia sostituirlo con un altro: quello berlusconiano o quello leghista.
E Lei sa quanto sia deleterio un credoche metta al centro il denaro e non l’Uomo!
Lei ha predicato più volte la radicalità del Vangelo da non confondere con la falsa cultura dell’avere e, perciò, non può non sentirsi coinvoltonella mia stessa angoscia,che è quella di uno che si vede crollare addosso una religioneche sembrava fino a ieri compatta…
Sembrava, ma in realtà non lo era,perché tenuta insieme solo da riti,da incoerenze, apparenze, falsità,esteriorità…
Eminenza, lo sa benissimo: le nostre comunità vivono di festedove a prevalere è il tubo digerente!
Da tempo lo sto dicendo:anche perché tornando qui in Brianza - sono brianzolo come Lei -ho visto tutto il mondo dei nostri vecchifranare sotto l’avanzare del progresso.
Fino a poco tempo fa la gente viveva di poco,oggi vive di troppo, e il troppo ha fatto perdere la testa. E appena si teme che al troppo si tolgaqualche pezzettino, allora si invoca il messia. Ed eccolo lì pronto a dare sicurezza,quella sicurezza che è fondata su illusioni.
È impressionante come in Brianza- è il mio caso, ma non l’unico -ciò che conti è solo il denaro, un pezzo di terra magari rubato ad un altro, il pretendere ciò che si crede un proprio diritto,ma che in realtà non è altro cheun sopruso sociale, o una violazionedei principi fondamentali
del diritto universale dei beni,o un soggiogare la natura alle voglie di chi se ne frega della bellezza del Creato.
E poi… si continua a tornare in chiesa ogni settimanaa scaldare la sedia o la panca: guai se il prete si permette di dir loro che sono dei ladri, degli egoisti, dei razzisti!
Non solo. Si occupano i primi postinelle varie associazioni, nei movimenti,negli organismi parrocchiali,come se nulla fosse:anzi si dettano leggi agli altri, si parla del regno di Dio da estendere su tutta la terra, quella naturalmente degli altri.
Le comunità parrocchiali sono gestite da gente che sostienela cultura dell’avere, ovvero dell’anti-Vangelo!
Perché allora non sciogliere tutto,e poi partire da zero?
Non ho mai sentito un Consiglio pastoraleparlare e discutere di problemi di lavoro,di fabbriche in crisi, di rispetto della natura,di “politica”, dando alla parola “politica”il suo significato più vero: quello che don Lorenzo Milanitraduceva con lo slogandei migliori giovani americani: “I care”: l’Uomo a me interessa, l’Ambiente a me interessa,il Lavoro a me interessa,il Paese a me interessa…
Eminenza, quando Lei prende qualche posizionenel campo socio-politico,ci sono preti che si scandalizzano, i Consigli pastorali fanno finta di nulla,preoccupati solo di organizzare feste paesane,o di parlare di sacramenti vuoti e insignificanti!
Forse il problema è solo mio?Forse! Un forse che pesa man mano si esce da una consuetudine tradizionalista,che finora è riuscita a coprire un cristianesimo svuotato del Cristo radicale.
Forse è il caso di dire, anche se a denti stretti: “Provvidenziale la batosta”, se essa servisse però ad aprire finalmente gli occhi!"

Ps Questo sacerdote ha scritto diversi libri tranquillamente pubblicati da case editrici importanti e "cattoliche". C'è parte della chiesa laica e non che lo sostiene...

Come al solito, stesso stile, stessi temi, stesse eresie. MA VOLETE CAPIRLO O NO?????

Guardatevi su Youtube il commento all'ultima enciclica di Benedetto XVI. ATTENTI fratelli cattolici che state coi PRESUNTI discepoli di don Milani, se non vedete QUI lo zampino di satana c'è qualcosa che non va!!!

Postato da: valpalot a 21:44 | link | commenti (6) |

giovedì, 16 luglio 2009

 16 LUGLIO

(la mia festa)

Storia della devozione della Madonna del Carmine

Il Monte Carmelo, in Palestina, fin dal tempo dei Fenici (chiamati Filistei nella Sacra Bibbia) fu meta di anacoreti; lassù si ritirarono, dopo la morte di Gesù, alcuni cristiani aspiranti alla perfezione dei consigli evangelici e sul Carmelo dedicarono il primo Tempio alla Vergine che perciò si chiamò Madonna del Carmelo o del Carmine.

Ma il Carmelo divenne insufficiente a contenere tutti quelli che si raccoglievano intorno ai primi Carmelitani e si ebbero così molti eremiti devoti alla Vergine sparsi in Palestina prima, e poi in Egitto ed in tutto l’Oriente. Verso il 1150 finalmente si organizzarono a vita comune e si ebbero dei monasteri carmelitani che, col ritorno dei Crociati, si moltiplicarono anche in occidente e precisamente in Sicilia ed in Inghilterra. L’approvazione dell’Ordine fu concessa dal Papa Onorio III nel 1226 ed una conferma più solenne veniva data nel 1273 con Concilio di Lione che aboliva tutte le nuove Congregazioni, facendo però rimanere in vita solo Domenicani, Francescani, Carmelitani e Agostiniani.

A questo punto giova ricordare due fatti prodigiosi. Il 16 Luglio 1251 appariva la Vergine Santa a San Simone Stock d’origine inglese, che da qualche anno reggeva le sorti dell’Ordine inglese e, porgendogli lo Scapolare, gli diceva: “Prendi, o figlio dilettissimo, questo Scapolare del tuo Ordine, segno distintivo della mia Confraternita. Ecco un segno di salute, di salvezza nei pericoli, di alleanza e di pace con voi in sempiterno. Chi morrà vestito di questo abito, non soffrirà il fuoco eterno.”

Queste parole della Madonna non ci dispensano dal vivere secondo la legge di Dio; ci promettono soltanto l’intercessione della Vergine per una santa morte.

Un secolo dopo l’apparizione a S.Simone Stock, la Vergine SS. del Carmine appariva al Pontefice Giovanni XXII e, dopo avergli raccomandato l’Ordine del Carmelo, gli prometteva di liberare i suoi confratelli dalle fiamme del Purgatorio il sabato successivo alla loro morte.
Questa seconda promessa della Vergine porta il nome di Privilegio Sabatino che ha origine dalla Bolla Sabatina dello stesso Pontefice Giovanni XXII e datata in Avignone il 3 marzo 1322.


Sua Santità Pio X con decreto della S. Congregazione del S. Ufficio del 16 dicembre 1910 concesse che lo Scapolare si potesse sostituire con una medaglia che portasse da una parte la effige del S.Cuore e dall’altra quella della Madonna (preferibilmente del Carmine).
Per usufruire della Grande Promessa (fatta a S.Simone Stock), bisogna ricevere lo Scapolare da un sacerdote autorizzato, portarlo sempre addosso devotamente e iscriversi nei registri della Confraternita.
Per usufruire del Privilegio Sabatino bisogna inoltre osservare la castità del proprio stato e recitare alcune preghiere che il sacerdote determina nell’atto di consegnare lo Scapolare.


Lo Scapolare è essenzialmente un "abito".
Indica una striscia di stoffa che i monaci indossavano sopra l'abito religioso durante il lavoro manuale.

Col tempo assunse un significato simbolico: quello di portare la croce di ogni giorno, come i discepoli e i seguaci di Gesù.

In alcuni Ordini religiosi, come nel Carmelo, lo Scapolare divenne segno della loro identità e della loro vita. Per questo, chi lo riceve diventa membro della Famiglia Carmelitana, e si impegna a vivere la sua spiritualità con le caratteristiche del proprio stato di vita. Lo Scapolare o "abitino", infatti è l'abito in miniatura di questo Ordine, il quale per vivere "nello ossequio di Gesù Cristo" , ha scelto l'esperienza spirituale di familiarità con Maria, sorella, madre e modello.

Lo Scapolare è, quindi, il segno sensibile, approvato dalla Chiesa, con il quale rendiamo manifesta la nostra consacrazione a Maria e i vincoli che ci legano a Lei.

"Chi indossa lo Scapolare- come affermò esattamente Pio X - per mezzo di esso viene associato, in modo più o meno stretto, all'Ordine Carmelitano".
Egli perciò deve sentirsi impegnato ad una speciale dedizione alla Vergine, al suo culto e alla sua imitazione: elementi essenziali di quella vocazione carmelitana di cui nella Chiesa lo Scapolare rende partecipi.

Così lo hanno considerato i numerosi Santi, che hanno mai voluto separarsene e che lo hanno considerato vincolo di unione ad una famiglia religiosa, di cui volevano vivere l'impegno di particolare dedizione alla Madonna, sicuri della sua speciale protezione materna durante la vita e nell'ora della morte.
"Per tutti coloro che lo indossano, lo Scapolare diventi - come disse ancora Pio XII - memoriale della Madonna, specchio di umiltà e di castità, breviario di modestia e di semplicità, eloquente espressione simbolica della preghiera d'invocazione dell'aiuto divino".In tale ottica, anche il "segno" costituito dallo Scapolare ha il significato più autentico.
(copiato in rete)

Postato da: valpalot a 20:45 | link | commenti |

mercoledì, 15 luglio 2009

 ABORTO

ecco dove l'ex Margherita (ex PPI, ex sinistra DC) dovrebbe distinguersi dal PD... e invece... 

Roma - Montecitorio ha approvato la "mozione Buttiglione" sulla moratoria internazionale dell’aborto obbligatorio. Con questo documento la Camera impegna il governo a promuovere una risoluzione delle Nazioni Unite "che condanni l’uso dell’aborto come strumento di controllo demografico ed affermi il diritto di ogni donna a non essere costretta o indotta ad abortire, favorendo politiche che aiutino a rimuovere le cause economiche e sociali dell’aborto".

La legge 194 Con la mozione approvata la legge 194 non viene messa in discussione. Si rivolge, infatti, a tutti quei Paesi in cui - come spiega Buttiglione - "l’aborto è una scelta obbligata, contro le donne e i bambini. Paesi in cui l’aborto è obbligatorio dopo il primo figlio, che sono circa un quarto dell’umanità". 

Buttiglione: tutti d'accordo "Siamo tutti d’accordo che l’aborto è comunque un male, ma ci dividiamo sempre tra chi è per la vita e chi è per la scelta. È ora di contrastare tutti insieme chi nel mondo è sia contro la vita sia contro la scelta". Lo dice Rocco Buttiglione, presidente dell’Udc, primo firmatario dell'iniziativa.

Pd e Idv si astengono La mozione del presidente dell'Udc è stata affiancata da un documento a prima firma del deputato del Pdl Lucio Barani. Pd e Idv si sono astenuti votando invece a favore delle proprie mozioni - bocciate dall’assemblea - che avevano un dispositivo quasi identico a quelle di maggioranza ma mettevano l’accento sulla necessità di promuovere la contraccezione.

Livia Turco "Non possiamo limitarci a vietare una pratica che cancella la vita - ha lamentato Livia Turco, prima firmataria della mozione del Pd - dobbiamo promuovere politiche che consentono davvero l’accoglienza della vita umana, cioè un sistema sanitario adeguato, la contraccezione, la lotta alla povertà. Avevamo chiesto al governo di rendere esplicito il principio della libertà di scelta delle donne. Sarebbe stato un grande giorno per il parlamento, avremmo voluto questo il vostro coraggio".

Distinguo della Binetti "Ho sottoscritto la mozione del Pd, quella a prima firma Livia Turco, ma mi sono un po' stupita, oggi, nell’esposizione orale, dell’enfasi persino eccessiva posta sull’attenzione alla contraccezione". La deputata del Pd Paola Binetti stigmatizza l’intervento della collega di partito Turco per l’intervento con cui ha esposto il documento presentato in aula alla Camera sull’aborto. "Non vorrei che questa mozione - ha avvertito la Binetti - dicendo 'no all’aborto, dicesse poi sì' ad una forma di contraccezione che ricadesse su questi Paesi con metodologie diverse che sono esattamente contrarie alla libertà: alla libertà individuale, alla libertà della donna di accoglienza della vita, alla libertà delle famiglie".

Mura: affrontato metà problema "Chiedere una condanna dell’aborto forzoso in sede internazionale - sottolinea Silvana Mura (Italia dei valori) - è certamente condivisibile, e noi la condividiamo, ma il problema va affrontato con un’iniziativa di ampio respiro che si proponga anche di individuare soluzioni per la questione della sovrappopolazione, principale causa di povertà nei Paesi del terzo mondo, che diffonda i principi fondamentali della tutela della salute sessuale dell’uomo e della donna, e che diffonda la conoscenza e l’utilizzo dei metodi contraccettivi nei Paesi del terzo mondo per combattere le malattie a trasmissione sessuale e affermare il diritto ad una maternità consapevole".

Roccella: inversione di tendenza Le mozioni approvate oggi alla Camera contro l’uso dell’aborto come strumento di controllo demografico da parte di alcuni governi e alcune organizzazioni internazionali "possono segnare un’importante inversione di tendenza della concezione del rapporto fra sviluppo e demografia, su cui da decenni sono impostate le politiche di aiuto ai paesi terzi". Lo afferma il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella. "L’aborto è stato spesso presentato come scelta di libertà femminile ma in realtà utilizzato per integrare le campagne contraccettive". Secondo la Roccella "oggi il fallimento di questa impostazione è evidente e accertato dagli studiosi, eppure le politiche impositive di controllo demografico resistono spesso nella pratica".

(Da IL GIORNALE on line)

1) E' ora che se ne parli anche se il diritto a non abortire dovrebbe essere già scontato.

2) Livia Turco sostiene che per accogliere la vita sia indispensabile la contraccezione... Povera donna (si fa per dire!) che idee confuse!

3) Lodevole la Binetti che attacca dall'interno senza lasciare il PD.Sarebbe troppo comodo, stai lì, rompi le balle e metti in risalto l'incompatibilità tra PD e Papa Ratzinger. Magari dillo anche ai tuoi amici seguaci di Bianchi e Martini!

4) Povera Silvana Mura (ma chi cazzo è?) è la solita storia dell'africa che non mangia e quindi bisogna far estinguere gli africani così quei pochi mangeranno tutto... Informati razzista!!! facciamo estinguere quelli dell'IDV così ci sarà un parlamento più snello!!! che idioti!

5) Grande Eugenia Roccella, come sempre!

Ma si ricordino quelli che hanno plaudito ai blablà sul clima all'Aquila, che ambientalismo, eugenetica e avversione alla vita sono un TUTTUNO. E ricordiamo che l'uomo che pretende di innalzare o abbassare la temperatura del pianeta è un perfetto idiota. (Bisognerebbe mettere d'accordo le macchie solari, i vulcani, ecc.)

Postato da: valpalot a 21:09 | link | commenti |

domenica, 12 luglio 2009

FORMALITA' E STIMA

In occasione dell'inizio del G8 appena concluso, Benedetto XVI ha spedito una lettera al Presidente del Consiglio. La lettera termina così:

Onorevole Signor Presidente, mentre imploro l’assistenza di Dio su tutti i presenti al prossimo G8 de L’Aquila e sulle iniziative multilaterali intese a risolvere la crisi economico-finanziaria e a garantire un futuro di pace e di prosperità per tutti gli uomini e le donne senza nessuna esclusione, colgo volentieri l’occasione per esprimerLe nuovamente la mia stima e, assicurando la mia preghiera, Le porgo un deferente e cordiale saluto.

Dal Vaticano, 1° luglio 2009

BENEDICTUS PP. XVI

[© Copyright 2009 - Libreria Editrice Vaticana]

La lettera al capo del governo ospitante il G8 può essere considerata pura formalità. Ma l'aggiunta di "colgo volentieri l’occasione per esprimerLe nuovamente la mia stima"  NO. Chi ha orecchie per intendere...

 

Postato da: valpalot a 00:17 | link | commenti (5) |

sabato, 11 luglio 2009

FACCE

Il G8 è stata una scommessa vinta, una genialata portarlo a l'Aquila, a parte le continue idiozie sul clima spacciate per dati scientifici acquisiti, c'era un bell'articolo sul Corriere riguardo alla divisione degli scienziati in materia, sta di fatto che l'Italia ha mostrato la sua faccia migliore, quando ci sono argomenti più interessanti finalmente si smette di spiare dalle serrature e si torna a giudicare le persone dai fatti. Appena arrivata la signora Merkel ha guardato con sguardo severo la signora Obama vestita di giallo. "La signora in giallo sono IO" ha esclamato, poi tutto è rientrato nella normalità. Obama durante una pausa si è messo a giocare a basket, l'avesse fatto Berlusconi subito avrebbero parlato di gaffe e oggi Repubblica avrebbe campato di quello. Mentre Berlusconi sfilava nelle zone del terremoto coi big mondiali, Veltroni sfilava accompagnato o accompagnando George Clooney. A ognuno la propria passerella. Di Pietro addirittura sfilava sui giornali stranieri, ha comprato una pagina dell'Herald Tribune per dire che in Italia non c'è democrazia. Ognuno fa quel che può, ognuno mostra la propria faccia.

Di facce se ne sono viste tante, mancava quella dei no global. Che siano scomparsi? che abbiano paura del terremoto? no, in zona Cesarini ecco una diretta Rai da Paganica. Sono solo alcune centinaia ma stanno arrivando... A un certo punto vedo arrivare tre giovani, sicuramente giovani perchè questa categoria casinista è composta per definizione da giovani. La giornalista parla, vedo i tre, forse quattro "ragazzi" voltare pericolosamente le spalle alla telecamera. Eccoli posizionati. Ad un tratto giù tutto! Braghe e mutande.

La telecamera cerca di stringere ma ormai è fatta: all'ultimo minuto abbiamo visto anche la vera faccia della sinistra "antagonista".

Postato da: valpalot a 01:16 | link | commenti |

martedì, 07 luglio 2009

VOTA ANTONIO!!!

Il Papa liquida i “cattolici adulti” Per fortuna il Corriere li coccola con la posta del cardinal Martini

Antonio Socci

Sì Martini, sì party

Il cardinal Martini sbandierò al mondo intero che, una volta in pensione, si sarebbe “ritirato” a Gerusalemme. Tanti poterono dirsi ammirati per la profonda spiritualità del prelato, che si dava alla preghiera, al silenzio e alla meditazione. In realtà lui non aveva detto questo: «Quando mi chiedono il perché io abbia scelto di vivere a Gerusalemme, rispondo che non lo so. È stato lo Spirito Santo».
Evidentemente lo Spirito Santo - dopo avergli negato il papato a cui lo avevano candidato i grandi media e averlo condotto lontano da Roma - non si è più fatto vivo.
Così il prelato, per ingannare il tempo, si è sintonizzato con il sistema mediatico e da allora sforna un fiume di libri, interviste, conferenze, articoli su quotidiani.
Ora ha deciso di tenere, ogni mese, addirittura un’intera pagina di corrispondenza con i lettori del Corriere della sera.
Naturalmente dicendo che lo fa controvoglia e confessando «scetticismo», «imbarazzo e smarrimento» (ma gliel’ha ordinato il medico?).
Smarriti comunque sono pure i cattolici che leggono i suoi scritti dove si ripete quanto sia oscura la fede e quanto sia incomprensibile Dio e quanto sia sensato non credere (infatti Eugenio Scalfari è entusiasta di Martini), e quanto siano ambigue e respingenti le presunte risposte che Dio dà nelle Sacre Scritture e quanto sia discutibile ciò che insegnano la Chiesa e il Papa (di cui il porporato fa il controcanto fin dai tempi di Giovanni Paolo II).
Nell’editoriale di prima pagina con cui presenta la sua lenzuolata (Corriere della sera 28/6), Martini attribuisce a sant’Agostino il parere «che nessuna persona può insegnare alcunché a un’altra». Cosa che, detta così, chiuderebbe il discorso per la Chiesa docente.
Sennonché il vero pensiero di Agostino è opposto. Indicando «tanti sacerdoti santi ed illustri nell’esposizione delle divine Scritture, quali Ireneo, Cipriano, Reticio, Olimpio, Ilario, Ambrogio, Gregorio, Innocenzo, Giovanni, Basilio» i quali «hanno difeso contro gli eretici la verità cattolica», Agostino dice che questi pastori «hanno conservato ciò che hanno trovato nella Chiesa; hanno insegnato ciò che hanno imparato, ed hanno trasmesso ai figli ciò che hanno appreso dai padri». (Contra Iulianum, 2, X). Che ne pensa Martini? Sarà questo il compito dei pastori?
Una cosa giusta però nell’articolo di presentazione del prelato c’è: «inizio la mia collaborazione con la persuasione che essa deluderà molti». In effetti la noia nebbiosa e inconcludente delle risposte (di solito “non risposte”) alle lettere, fa rimpiangere la posta di Donna Letizia.

Prodi party

Più interessante invece è chiedersi come e perché un quotidiano solitamente disinteressato ai temi religiosi, come il Corriere, abbia pensato di riservare ogni mese un’intera pagina (con editoriale in prima) a un prelato.
Cosa bizzarra soprattutto considerando le ripetute dichiarazioni di laicità del giornale. Non solo. Dopo questa lenzuolata domenicale, il giorno successivo, lunedì 29 giugno, il Corriere ha addirittura fatto un’altra mezza pagina di discussione sulle cose scritte da Martini il giorno prima.
A margine, in un trafiletto piccolo della pagina, hanno invece riportato l’importantissimo discorso del papa fatto a chiusura dell’anno paolino. Dove fra l’altro Benedetto XVI demolisce la tronfia presunzione dei cosiddetti «cattolici adulti», formula coniata da Romano Prodi per dire che se ne infischiava di quanto dicevano i vescovi.
Ma curiosamente il Corriere non ha riportato quella frase del Papa sulla «fede adulta».
Di certo una svista.
Del resto non credo che alla proprietà bancaria del Corriere (proprietà “cattolico adulta”) quelle parole del Papa piacciano, come pure il resto del suo magistero. Chissà che l’ “operazione Martini” non sia proprio un tentativo di continuare a farne il contraltare del papa. Un tempo si diceva l’antipapa. Un triste antipapa bazolian-prodiano.

www.antoniosocci.it

GRANDISSIMO SOCCI!!! e allora, a proposito di Bazoli ecco la lettera di ieri al Giornale di Brescia del rampollo di casa: Con tutto il rispetto, non ho nulla di personale contro Alfredo Bazoli, qualcuno, leggendola mi dica che conclusioni ne trae, insomma, che cos'è il PD? di che cosa si parla? Di burocrazia interna, di liti tra primedonne, di lotte, democratiche, s'intende, per poltrone, altrettanto democratiche?

Congresso: necessità ed occasione

Ore 06:00
domenica, 05 luglio 2009

Considero l'appuntamento congressuale del Partito democratico una necessità ed un'occasione.

Una necessità, perché è tempo finalmente, a più di un anno e mezzo dalle primarie che ne sancirono la nascita ufficiale, di terminare questa lunghissima fase di transizione iniziale, nel corso della quale tutti gli organismi dirigenti periferici sono stati nominati attraverso meccanismi che non hanno consentito una reale discussione interna, e non hanno coinvolto l'intera platea di militanti e simpatizzanti.

È ora dunque che si eleggano i portavoce dei circoli, i segretari cittadini e provinciali attraverso metodi trasparenti e democratici, che consentano la costruzione di un partito organizzato e forte, in grado di stimolare e non di deprimere la partecipazione.

Ma credo che il congresso rappresenti anche una grande opportunità di rifondazione culturale ed identitaria del partito, che nei venti mesi trascorsi ha finito pian piano con il perdere una sua precisa fisionomia, in una sorta di melassa indistinta che ne ha pregiudicato potenzialità e prospettive, compromettendone i consensi.

Intendo però sottolineare due aspetti.

In primo luogo l'appuntamento non può né deve trasformarsi in una resa dei conti, in una rivincita personalistica, in una guerra tra bande.

Vedo troppe avvisaglie di un conflitto di questa natura, e la cosa in tutta onestà non mi piace.

Chiunque oggi si schiera con l'uno o l'altro dei candidati nazionali, e la cosa varrà anche per i successivi congressi provinciali, lo faccia su contenuti e progetto, sapendo che dal giorno dopo la nostra organizzazione dovrà marciare unita, e che nessuna capacità o risorsa dovrà essere marginalizzata.

Francamente non mi piacerebbe, e temo sarebbe esiziale per il futuro del partito, risvegliarmi il giorno successivo al congresso in organismi spaccati che continuano a macerarsi in lotte intestine anziché battersi con vigore per le proprie ragioni dentro la società.

Saremo tutti alla fine chiamati ad appoggiare il candidato che ci convince di più, ma sono certo che molti di noi lo faranno pur sapendo che molte buone ragioni vi sarebbero anche per scegliere diversamente, e che per nessun motivo abdicheranno al confronto e al dialogo sereno e costruttivo con gli amici che faranno scelte diverse.

Forse è anche in ciò, nel desiderio di non sentirsi comunque addosso alcuna etichetta, che si coglie una voglia diffusa di un "terzo uomo" in corsa per la segreteria nazionale.

In secondo luogo credo che dobbiamo tutti guardarci dal "nuovismo", senza però rinunciare al rinnovamento.

Il continuo ed insistito richiamo alla necessità di novità, di nuove "classi dirigenti", ho l'impressione abbia finito con l'impedire un reale ed efficace ricambio, e l'emersione di figure che a me appaiono fenomeni essenzialmente mediatici di queste ultime settimane lo conferma.

Non ci si può accontentare dell'anagrafe, se non ci sono i contenuti.

E non ci si può accontentare delle figurine da piazzare qua e là purché dimostrino la fedeltà al capo.

Il rinnovamento è un'esigenza, tanto più per un partito nuovo, ma deve nascere dal basso, attraverso la promozione di personalità che non abbiano sponsor ingombranti, e rappresentino autenticamente idee e orizzonti innovativi, capaci anche di rompere con tradizioni consolidate nelle culture politiche di provenienza.

Il congresso, a tutti i livelli, è una grande occasione anche per questo.

Spero che tutti i simpatizzanti e coloro che hanno guardato con grande speranza al Partito democratico la colgano appieno, per ridare gambe e fiato ad un progetto che, ne sono certo, rappresenta il futuro del nostro Paese.

Alfredo Bazoli

Presidente Direzione Provinciale Pd

OK, le parole "francamente", "partecipazione", "occasione", fanno tanto IN nel PD, ma qual'è la differenza tra il programma di Bersani e quello di Franceschini?  e, ripeto, qual'è il succo della lettera, dov'è l'anima del PD. Potrei dire che non mi interessa ma mi interessa perchè all'interno c'è una non indifferente componente cattolica. E allora torniamo a bomba, alle considerazioni di Antoniuo Socci: I cattolici del PD si rendono conto che l'UNICA e REALE differenza con la destra sta proprio nella differenza tra Ratzinger e Martini? Nell'introduzione dell'Enciclica "Caritas in veritate" presentata proprio oggi, si legge un riferimento al Vangelo di Giovanni: "Ciascuno trova il suo bene aderendo al progetto che Dio ha su di lui, per realizzarlo in pienezza: in tale progetto infatti egli trova la sua verità ed è aderendo a tale verità che egli diventa libero." Ai cattolici cui si riferiva Socci dà molto fastidio che Ratzinger inizi un'enciclica con un tema molto "giussaniano". Forse si illudono che morto un papa se ne farà un altro e magari lo sceglierà Alberto Melloni su delega dello Spirito Santo, ma è un'illusione. Si leggano davvero quel che ha detto il Papa l'altro giorno in occasione della festa di S. Pietro e Paolo... Polemiche e passione a parte si rendano conto che è davvero la Verità che ci rende liberi, non i dubbi e le contraddizioni del Cardinal Martini.

Postato da: valpalot a 23:14 | link | commenti (2) |

sabato, 04 luglio 2009

LEGGI SICUREZZA E VATICANO

C'è una ridicola fetta di italiani che combatte la guerra laicista millantando di possedere infinite truppe. In realtà la lobby dell'antipapa è formata da una squadriglia di intellettuali falliti ma molto intelligenti. Sanno che vendere l'anima al diavolo può rendere in termini materiali qualcosina. Che poi facciano i razionalisti e non credano nemmeno all'esistenza di satana questo è un altro discorso.

Questa piccola schiera chiassosa si straccia le vesti ogni qualvolta un cardinale alzi la voce in difesa della legge morale naturale, è accaduto mille volte coi governi della sinistra che han cercato senza riuscirci di minare le regole base della convivenza condivise e sperimentate nel tempo. Perchè, non dimentichiamolo, l'Italia è la culla della civiltà, dal diritto alla scienza, dall'universita alla sanità e quel che abbiamo raggiunto è grazie ai giganti, soprattutto cattolici, sulle spalle dei quali noi nani possiamo alzare la cresta e vedere più lontano.

Ecco la contraddizione interna e la  malafede della disonestà di questa cricchetta allo sbando etico che non sa più dove parare: Le prese di posizione ufficiali della CEI o del Papa in persona per difendere la famiglia e la vita, vedi il caso Eluana, è evidente che siano ufficiali e che riguardino dei principi non negoziabili. Ed è evidente che non ci sia stata nessuna ingerenza della Chiesa e che il Papa o chi per esso può dire tutto quel che vuole. E' altrettanto ovvio che quando lo stato italiano promulghi una legge che, seppure con finalità legittime e buone, lasci qualche dubbio riguardante i mezzi per raggiungere un fine, vedi la legge sulla sicurezza approvata ieri dal Senato, ci sia libertà d'espressione massima e che, non essendo leso alcun valore assoluto, si può contestare o approvare il metodo, poi il tempo dirà chi aveva ragione.

E allora che le considerazioni personali di Mons. Marchetto e altri prelati vengano spacciate come prese di posizione del Vaticano contro il governo fa solo ridere i polli. Ovviamente ci hanno sguazzato i media servi della squadriglia dei pistola laicisti. Ecco però la voce del direttore della sala stampa Vaticana padre Lombardi: "NON CONSTA CHE CI SIANO STATE CRITICHE CHE SI DEBBANO QUALIFICARE COME CRITICHE DEL VATICANO" riguardo al ddl sicurezza. Con buona pace del presidente del Pontificio consiglio per la pastorale dei migranti e dei pecoroni in malafede cui non frega una mazza di quel che pensa la Chiesa tranne quando fa loro comodo. Almeno però si informino per non fare la solita figura di merda che si intona sempre più con la loro malridotta faccia.

 

Postato da: valpalot a 10:39 | link | commenti (9) |



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